PROGRAMMA

«Qui è passata una gemma o una tempesta, una donna che avida di dire disse cose notturne e delicate»: Monica Morini, direttrice artistica della rassegna di spettacoli Gemme e Tempesta – teatro, storie, incontri, cita Alda Merini per suggerire il senso del titolo scelto per questo progetto. Voluta da una grande cooperativa sociale milanese, I Percorsi onlus, che si occupa prevalentemente di persone con disabilità e di anziani, la rassegna è composta da cinque spettacoli di qualità collocati all’interno di una grande serra che si trova in un territorio complesso e contemporaneamente ricco, la Zona 5 di Milano: «Cerchiamo un tempo per coltivare incontri. Un tempo  strappato al tempo» continua Monica Morini «ci mettiamo in ascolto. Dalla fragilità sboccia bellezza. Questo è il filo rosso che attraversa gli spettacoli in rassegna».

 


 

 

Una vecchia di ottant’anni si ritrova all’ospizio contro la propria volontà. Una caduta, qualche giorno in ospedale, il figlio lontano, una nuora avida, la nipote che non ha mai tempo, quindi la soluzione migliore per tutti è la casa di riposo. Per tutti tranne che per lei. Come tornare allora a casa, davanti al suo mare? Ritrovare le amiche di sempre per fare quattro chiacchiere il pomeriggio? Rivedere Carmè, l’amico d’infanzia, e finire la vita dove l’ha sempre vissuta? Scappare è l’unica soluzione, costi quel che costi. Un viaggio alla scoperta di come oggi le donne vivono la loro età e l’avanzare inesorabile del tempo: chi rifiuta di invecchiare per sentirsi ancora “giovane”, chi da vecchia subisce la tirannia di “invecchiare bene” e chi giovane lo è davvero, ma si sente già vecchia. Una bravissima Antonella Questa porta in scena uno spettacolo per esorcizzare la paura di invecchiare e ricordarsi che “vecchia”… lo sarai anche tu!

 


 

In Bello Mondo cucio versi tratti da tutti i miei libri, a partire da Le giovani parole fresco di stampa, a ritroso fino a Fuoco Centrale, in un rito sonoro che ha una precisa partitura ritmica. La natura e le potenze arcaiche della natura sono in primo piano, con un io in ascolto delle minime venature di suono, con un tu al quale vengono rivolte parole d’amore che si fondono col largo di tutti i mondi. Accanto a questo lirismo si osa a tratti un noi accorato, straziato, rotto o severo, esortativo, secondo lo spirito epico delle più vive opere del Teatro Valdoca. In questo nuovo rito sonoro continuo il mio cammino dentro l’energia orale/aurale della poesia, nella certezza che essa sia un’antica, attuale via alla comprensione e compassione del mondo.
Mariangela Gualtieri

 


 

Una finestra aperta su storie invisibili, un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro. “Non dimenticare di portare scarpe buone per il viaggio. Non dimenticare i bambini. Non dimenticare il mio nome.”
Il progetto teatrale si inserisce nei programmi di intervento per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Reggio Emilia. Il teatro assume una dimensione sociale, di cura della persona, oltre che di trasmissione della cultura. Giovani migranti dell’Africa sub sahariana si mettono alla prova sul palco di un teatro, sono portatori di saperi, storie e cultura di un mondo che inesorabilmente si avvicina verso l’Europa. Ci rivelano sguardi e prospettive che non possiamo conoscere se non incontrandoli, mettendoci in ascolto. Energia, slancio vitale, speranze di futuro che meritano di essere ri-conosciute, senza smorzarsi sopite nelle attese di un respingimento, di un diniego. Arrivati con niente portano tutto sé stessi, ci arricchiscono di nuove parole, suoni, idee, cuore, braccia e gambe. Ci aiutano a ricordare la dignità di ogni persona.

 


 

Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia.
“Vogliamo, tra le righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate, paure di questo percorso di conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in ogni cuore.” Carullo-Minasi

 


 

sexanddisabled

Sex & disabled people è nato per gioco su Facebook con le lezioni comiche sul sesso tra persone disabili e non, raccontate dalla scrittrice Barbara Garlaschelli e che hanno avuto un successo inaspettato arrivando a suscitare l’interesse, tra gli altri media, del Corriere della Sera. Alle lezioni si è aggiunto il controcanto poetico e profondo della scrittrice Alessandra Sarchi e la musica dal vivo di Luca Garlaschelli.
Il reading ha come tema il sesso e la disabilità. Argomento importante che coinvolge non solo i disabili ma tutta la collettività. Trattato spesso come un tabù, affrontato o da un punto di vista “tecnico” e medico, oppure come un “problema” che coinvolge anche la morale, in Sex & disabile people il punto di vista è invece quello comico, ironico, dissacrante e poetico di due scrittrici disabili. Perché si può e si deve parlare di sesso e disabilità anche con il sorriso sulle labbra.

 

Per tutti gli spettacoli l’ingresso è gratuito 

I Posti sono limitati, è consigliata la prenotazione